Il futuro del ponte da Verrazzano e i tempi per l’entrata in esercizio della tramvia Libertà-Bagno a Ripoli dipenderanno dal progetto esecutivo dei lavori di rinforzo. La perizia consegnata a Palazzo Vecchio dall’ingegnere Salvatore Morano è ancora all’esame della giunta della Val 4, che potrebbe adottarla nelle prossime due riunioni. Dopo l’eventuale approvazione, il Comune dovrà affidare l’incarico di progettazione, un passaggio che potrebbe richiedere almeno 60 giorni.
Il nodo delle strutture sull’Arno
Tra le questioni principali ci sono le terrazzine a sbalzo sull’Arno, progettate da Leonardo Savioli negli anni Settanta. Secondo la relazione, il loro peso sarebbe di almeno 80 tonnellate e renderebbe necessario procedere con la demolizione oppure con un alleggerimento delle strutture. La seconda ipotesi potrebbe riguardare anche i camminamenti esterni in calcestruzzo, da sostituire con elementi metallici più leggeri. Comune e Soprintendenza stanno proseguendo le interlocuzioni sul progetto.
La stima iniziale per l’intervento di rinforzo è di circa 7 milioni di euro, ma il documento la definisce una valutazione di larga massima. Il consigliere di opposizione Massimo Sabatini, della Lista Schmidt, ha evidenziato che il costo definitivo sarà conoscibile soltanto dopo la progettazione. La stessa cautela riguarda la durata del cantiere: Palazzo Vecchio ipotizza circa sette mesi dal completamento del progetto esecutivo, ma soltanto per le opere strettamente necessarie a consentire il passaggio della tramvia.
Tempi legati all’autorizzazione
Per rispettare la tabella di marcia, i lavori dovrebbero essere organizzati con procedure emergenziali, tempi ridotti per le forniture e più turni di attività. Secondo Sabatini, si tratta però di condizioni difficili da realizzare integralmente e la previsione comunale sarebbe quindi legata allo scenario più favorevole, sia per i costi sia per la durata dei lavori. Un’incognita ulteriore è rappresentata dal nulla osta della Soprintendenza, necessario prima dell’apertura del cantiere.
La perizia descrive il ponte come in buone condizioni, pur precisando che al momento è idoneo al traffico stradale soltanto con limitazioni sui carichi. Gli interventi previsti comprendono il rinforzo dei tiranti sulle spalle, il ripristino dei calcestruzzi degradati, il consolidamento delle travi laterali e l’alleggerimento dei camminamenti esterni. Il piano del Comune è concentrare i lavori nelle fasi finali dei cantieri della tramvia, procedere poi ai collaudi e puntare alla messa in esercizio nell’estate del 2027. Da Palazzo Vecchio fanno sapere che il cronoprogramma è indicativo e sarà definito con maggiore precisione nella progettazione esecutiva.