Da giovedì 17 settembre 2026 è possibile presentare la richiesta per il contributo a integrazione del canone di locazione relativo all’anno 2026. Il bando è stato pubblicato dal Comune di Firenze, che ha destinato alla misura risorse complessive per 4 milioni di euro.
Termini e modalità per la richiesta
La domanda deve essere inoltrata esclusivamente online, attraverso il sito dell’amministrazione comunale, dalle ore 10 del 17 settembre fino alle ore 10 di lunedì 19 ottobre. Per accedere alla procedura è necessario autenticarsi con Spid, Carta nazionale dei servizi oppure Carta di identità elettronica.
Il beneficio è rivolto ai nuclei familiari residenti nel Comune di Firenze e titolari di un regolare contratto di locazione. Tra le condizioni richieste figurano l’assenza di diritti di proprietà su beni immobili e la disponibilità di un’attestazione Isee 2026, ordinaria o corrente, con un valore non superiore a 16.500 euro. È inoltre previsto un limite Ise pari a 32.724,49 euro.
Requisiti e platea dei beneficiari
Non possono presentare la richiesta gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il nucleo familiare deve inoltre essere in regola con il pagamento del canone di locazione. I requisiti completi, i criteri per la formazione della graduatoria e le modalità di erogazione sono indicati nell’avviso pubblico e nella scheda servizio predisposta dal Comune.
Secondo le indicazioni dell’amministrazione, sulla base della platea dei beneficiari degli anni precedenti, l’importo medio del sostegno si aggira intorno ai 1.700 euro annui per famiglia. Per il contributo relativo allo scorso anno risultano già liquidate tutte le domande: ne hanno beneficiato circa 2.300 famiglie.
L’assessore alla Casa Nicola Paulesu ha definito la misura una risposta destinata ai nuclei che, pur non rientrando nei requisiti per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica, incontrano difficoltà nel sostenere il costo dell’affitto. Il Comune sostiene che il rifinanziamento statale non sia stato confermato e che la scelta di destinare risorse proprie serva a garantire continuità all’intervento sul diritto all’abitare.