Firenze si prepara ad accogliere una nuova rilettura di Pinocchio. Sabato alle 18, al Bibliobus di piazza Dalmazia, andrà in scena Pinocchio in bicicletta, spettacolo rivolto a un pubblico dai cinque anni in su e inserito nella decima edizione di Felicità Metropolitane, la rassegna culturale itinerante promossa dall’associazione La Nottola di Minerva ETS.
L’appuntamento si svolge nell’anno del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, nato nel 1826, e propone il racconto attraverso il Kamishibai, forma di teatro di carta di origine giapponese. Il piccolo palcoscenico di legno viene trasportato in bicicletta e allestito per una narrazione costruita con immagini che scorrono una dopo l’altra e una voce narrante.
La storia di Pinocchio in un teatro itinerante
La rappresentazione ripercorre la vicenda del ciocco di legno destinato a diventare prima burattino e poi bambino. Il pubblico sarà disposto in cerchio attorno al teatro, in uno spazio pensato per mettere insieme narrazione, illustrazione e performance dal vivo. L’organizzazione indica come destinatari dello spettacolo bambini e adulti, chiamati a seguire una storia centrata su errori, affetti, trasformazioni e crescita.
In scena saranno Elisa Vitiello e Vieri Raddi di inQuanto teatro. Il testo è firmato da Andrea Falcone, le illustrazioni sono di Floor Robert e la struttura lignea è stata realizzata da Eva Sgrò. La regia è di Giacomo Bogani.
La rassegna nei quartieri
Felicità Metropolitane è arrivata nel 2026 alla decima edizione e durante l’estate porta appuntamenti culturali nei quartieri di Firenze e nei Comuni della Città Metropolitana. Le iniziative coinvolgono piazze, parchi, biblioteche, librerie indipendenti e bibliobus, trasformati temporaneamente in luoghi di incontro e partecipazione culturale.
La rassegna è realizzata con il contributo del Comune di Firenze, nell’ambito dell’Estate Fiorentina 2026, e della Città Metropolitana di Firenze, in collaborazione con Tram di Firenze S.p.A. Tra gli appuntamenti in programma, quello di piazza Dalmazia propone quindi una versione itinerante e raccolta del personaggio creato da Collodi, affidata al linguaggio essenziale del teatro di carta.