Mobilità forzata

Casa troppo cara, cresce il pendolarismo per lavoro

Affitti elevati e tragitti lunghi spingono numerosi dipendenti a risiedere lontano dall’ufficio.

Casa troppo cara, cresce il pendolarismo per lavoro

Comprare o affittare un’abitazione a Firenze è diventato sempre più difficile per molti lavoratori. I prezzi elevati del mercato immobiliare stanno spingendo numerosi dipendenti a vivere fuori città o in comuni distanti dal luogo di impiego, affrontando ogni giorno lunghi spostamenti in auto, treno o tramvia. Il risultato è un aumento dei costi di viaggio e della fatica quotidiana, spesso considerati comunque più sostenibili rispetto a un affitto nel capoluogo.

Secondo i dati forniti da Immobiliare.it e riferiti allo scorso luglio, a Firenze l’affitto medio raggiunge 21,37 euro al metro quadro. Per gli immobili in vendita, invece, la media è di 4.751 euro al metro quadro. Una situazione che, secondo le testimonianze raccolte, riduce ulteriormente la scelta disponibile per chi cerca una casa e rende più frequente la decisione di allontanarsi dal centro dell’area metropolitana.

Le alternative fuori città

Lorenzo Poli, barista della Drogheria Sali e Tabacchi, racconta di abitare a Poggibonsi e di impiegare circa mezz’ora per raggiungere Firenze. In precedenza viveva a Prato, ma il traffico delle ore di punta gli faceva impiegare ancora più tempo. Per gli spostamenti sostiene una spesa di circa 300 euro al mese di carburante e ha scelto di acquistare un’automobile alimentata a Gpl, ritenendola più conveniente rispetto ai costi di una casa nel capoluogo.

Una distanza ancora maggiore viene affrontata da Stefano Belzaino, dipendente della casa farmaceutica Eli Lilly. Ha acquistato casa a Montecatini e ogni mattina percorre in auto il tragitto fino a Sesto Fiorentino, che dura circa un’ora. La scelta, spiega, è legata ai prezzi degli appartamenti: nella zona di Sesto un’abitazione di 40 o 50 metri quadri può costare tra 800 e 1.000 euro al mese, mentre in Valdinievole ha trovato condizioni più accessibili. Anche Prato e Calenzano, aggiunge, non offrirebbero un vantaggio significativo, considerando il traffico.

Quando il viaggio diventa una scelta obbligata

Per un periodo Dennis Mazza, impiegato in un istituto bancario nella zona di piazza Beccaria, ha viaggiato da Bologna per poter continuare a lavorare a Firenze e avere più tempo per cercare un’abitazione. Oggi vive a Rifredi insieme a due coinquilini e paga 420 euro al mese per la propria quota. Secondo il suo racconto, molti colleghi sono costretti a fare i pendolari a causa degli affitti. Un collega ha lasciato il Lungarno Ferrucci per trasferirsi a Empoli: con la stessa spesa sostenuta in precedenza per un bilocale, ora affitta un’intera casa.

Anche il pendolarismo con i mezzi pubblici può rivelarsi difficile da sostenere. Manuel Sbriglione, che lavora per Consorzio Pegaso Network, ha raccontato di aver viaggiato per un periodo da Pistoia, utilizzando prima il treno per circa un’ora e poi la tramvia. In seguito ha scelto di affittare una stanza, ma si è trovato davanti a prezzi elevati e abitazioni in condizioni precarie. Le esperienze raccolte descrivono così un equilibrio complicato tra costo dell’abitazione, spese di trasporto e tempo impiegato per raggiungere il posto di lavoro.