Controlli sanitari

Cpr, in Toscana sette certificati su dieci risultano non idonei

Forza Italia chiede verifiche dopo le perquisizioni su 23 professionisti coinvolti nell’indagine della Procura di Ravenna

Cpr, in Toscana sette certificati su dieci risultano non idonei

Forza Italia Toscana chiede alla Regione di avviare verifiche ispettive sulle certificazioni mediche di inidoneità rilasciate a cittadini stranieri destinati ai Centri di permanenza per i rimpatri. La richiesta è stata formalizzata con un’interrogazione presentata in Consiglio regionale dai consiglieri Marco Stella e Francesco Ferri, dopo l’inchiesta della Procura di Ravenna sui presunti certificati falsi o compiacenti.

Il procedimento giudiziario ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata alla formazione di documenti medici non veritieri, con l’obiettivo di impedire il trattenimento di persone straniere irregolari nei Cpr. Nell’ambito dell’indagine la polizia, insieme allo Sco di Roma e alla Squadra mobile di Ravenna, ha eseguito perquisizioni nei confronti di 23 professionisti tra Bologna, Rimini, Milano, Varese, Biella, Firenze, Livorno, Roma e Bari.

La richiesta di accertamenti

Nell’interrogazione, Stella e Ferri domandano alla Giunta regionale se sia a conoscenza di segnalazioni, procedimenti disciplinari o procedimenti giudiziari riguardanti certificazioni ritenute false o compiacenti rilasciate da presidi sanitari toscani. I due consiglieri chiedono inoltre di sapere se siano stati adottati protocolli per verificare la veridicità e la congruità clinica delle attestazioni di inidoneità.

La richiesta è rivolta anche alla collaborazione con l’Autorità giudiziaria e con il Ministero dell’Interno, per accertare eventuali responsabilità. Secondo Forza Italia, la Regione dovrebbe costituirsi parte attiva nella verifica della correttezza delle procedure adottate dalle strutture sanitarie.

I numeri della Toscana

Il tema era già stato sollevato da Fratelli d’Italia. I consiglieri regionali Diego Petrucci e Jacopo Cellai, componenti della Commissione Sanità, hanno chiesto al presidente Eugenio Giani e all’assessora Monia Monni di riferire in Consiglio regionale sulle perquisizioni che hanno coinvolto due dottoresse a Livorno e Firenze.

Nel mirino ci sono anche i dati relativi alle disponibilità assegnate ai Cpr. Per la provincia di Firenze, nei primi quattro mesi del 2026, il 68% delle assegnazioni è stato rifiutato per motivi di inidoneità, una quota superiore alla media nazionale. Nel 2025, invece, su 155 disponibilità assegnate alla Toscana, 74 non erano state accettate.

Fratelli d’Italia ha chiesto un quadro dettagliato delle certificazioni di inidoneità rilasciate nel 2025 e nel 2026, suddiviso per presidio ospedaliero e pronto soccorso, oltre a procedure uniformi e verifiche indipendenti sulle visite effettuate prima dell’ingresso nei Cpr. Le accuse, viene ricordato, dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

Sulla funzione dei Centri è intervenuto anche Franco Gabrielli, ex capo della polizia ed ex sottosegretario, secondo il quale i Cpr dovrebbero essere presenti in tutte le regioni. Sullo sfondo resta il confronto tra il Viminale e la Regione Toscana, che continua a opporsi alla realizzazione di un Centro sul proprio territorio.