Le spoglie del compositore Luigi Cherubini potrebbero essere trasferite dal cimitero parigino del Père-Lachaise a Firenze. L’obiettivo è collocarle nel cenotafio della Basilica di Santa Croce, dove dal 1869 è stata predisposta una tomba in attesa del rientro dei resti dell’artista fiorentino.
A rendere noto lo stato della procedura è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha riferito di aver ottenuto l’assenso degli eredi del compositore. Il via libera familiare consente ora al ministero di istruire la pratica per il trasferimento in Italia, anche se restano da completare i passaggi necessari all’operazione.
La richiesta per il ritorno a Santa Croce
La vicenda è stata discussa nei giorni scorsi anche con il maestro Riccardo Muti, da anni impegnato nel chiedere alle istituzioni il ritorno di Cherubini nella città natale. Secondo quanto riferito da Giuli, il ministero sta lavorando con discrezione per creare le condizioni affinché la traslazione possa avvenire quanto prima.
Il progetto prevede dunque il trasferimento delle spoglie dal Père-Lachaise alla Basilica di Santa Croce, luogo individuato per la sistemazione definitiva. La presenza del cenotafio, già pronto da oltre un secolo, rappresenta il riferimento storico e simbolico dell’iniziativa.
Il significato per la città e il Conservatorio
Per Guglielmo Pianigiani, docente di Poesia per musica e drammaturgia musicale al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, il rientro avrebbe un valore di giustizia storica e restituirebbe alla città e all’Italia la memoria di una figura centrale della musica. Il docente ha definito l’operazione un evento eccezionale per Firenze e per l’istituzione che porta il nome del compositore.
Positivo anche il commento dell’assessore alla Cultura di Palazzo Vecchio, Giovanni Bettarini, che ha sottolineato l’importanza di Cherubini come compositore fiorentino, artista innovatore e autore di opere di rilievo. L’amministrazione comunale ha espresso soddisfazione per l’avanzamento della trattativa.
Cherubini, ricordato per capolavori come la Medea e per i Requiem in Do minore e in Re minore, ebbe estimatori anche fuori dall’Italia. Pianigiani ha citato in particolare l’ammirazione di Johannes Brahms per la sua produzione e il valore delle opere teoriche, tra cui il Corso di contrappunto e fuga. Il prossimo passaggio sarà l’avvio formale della pratica ministeriale per il rientro dei resti.