Fa discutere l’uscita di scena di Marco Carrai dalla presidenza della Fondazione Meyer. La notizia, anticipata da La Nazione, prevede per metà settembre la nomina di Luigi Salvadori, in passato alla guida di Confindustria e della Fondazione Cr Firenze.
Le reazioni politiche
La decisione ha provocato reazioni opposte tra i gruppi politici regionali. Il capogruppo di Forza Italia in Regione, Marco Stella, ha definito la mancata riconferma di Carrai una vergognosa epurazione di stampo comunista, usando un paragone con le campagne di rimozione, arresto o esilio degli oppositori nei regimi marxisti-leninisti.
Di segno contrario la posizione di Lorenzo Falchi, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, secondo cui la scelta rappresenta un atto dovuto e rispettoso dei valori di una struttura pediatrica d’eccellenza e della storia di pace della Toscana.
Anche i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, il capogruppo Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti, hanno accolto positivamente il cambio al vertice. Per i due esponenti si tratta di un passaggio atteso e necessario, coerente con gli indirizzi politici assunti dalla Regione. A sostegno della decisione, hanno ricordato la presenza di 12mila cittadini firmatari.
La posizione della Regione
In difesa di Carrai si è schierato invece il capogruppo di Casa Riformista, Francesco Casini, che ha parlato di attacchi vergognosi e ha espresso riconoscenza per il lavoro svolto dall’ex presidente della Fondazione.
Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha preso le distanze dal confronto politico e ha precisato che la scelta del presidente della Fondazione spetta a Federico Gelli, destinato a diventare il nuovo direttore generale del Meyer dal primo settembre. Giani ha aggiunto che il nome individuato per la presidenza sarà comunque autorevole.